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Obiettivi: Il corso introduce la psicologia della religione come disci‧plina scientifica interdisciplinare, situata all’incrocio tra teologia, filosofia, psicologia sociale e psicologia individuale. L’obiettivo è sviluppare la capa‧cità di comprendere, analizzare e valutare criticamente la persona umana in prospettiva integrata, mettendo in dialogo prospettive teologiche, filoso‧fiche e psicologiche, al fine di elaborare una visione unificata dell’antropo‧logia cristiana e del desiderio umano di esperienza religiosa.
Risultati di apprendimento: Al termine del corso, lo studente sarà in grado di analizzare criticamente le principali teorie e metodologie della psico‧logia della religione, identificandone i presupposti antropologici e i limiti epi‧stemologici; valutare in modo argomentato l’influsso dei processi consci e in‧consci sulla motivazione religiosa, anche alla luce della psicologia del profon‧do; interpretare in chiave interdisciplinare il rapporto tra religione, benessere e salute, integrando dati empirici e riflessione teologica; applicare in modo ri‧flessivo le categorie di bene reale e bene apparente all’analisi di situazioni con‧crete in ambito vocazionale, formativo o pastorale; integrare criticamente pro‧spettive psicologiche e teologiche nell’elaborazione di un’antropologia cristia‧na coerente; argomentare in modo autonomo e rigoroso, sia oralmente che per iscritto, su problematiche complesse della psicologia della religione.
Contenuti: Problemi epistemologici e metodi della psicologia della religione; processi consci e inconsci nella motivazione religiosa; religione, benessere e salute; elementi di neuro-teologia; contributo delle scienze umane alla vita di fede (cfr. Gaudium et spes , n. 62); interpretazione della vocazione cristiana non solo in termini di virtù/peccato o normalità/pato‧logia, ma anche alla luce della distinzione tra bene reale e bene apparente, rilevante per la perseveranza vocazionale, l’assimilazione dei valori di Cri‧sto e l’efficacia apostolica.
Metodologia: Il corso adotta una metodologia attiva e partecipativa. Gli studenti sono chiamati a prepararsi attraverso lo studio guidato dei materiali bibliografici prima delle lezioni. Le lezioni includono momenti di esposizione frontale per l’inquadramento teorico, presentazioni di lavori scritti da parte degli studenti finalizzate all’applicazione e sintesi dei conte‧nuti, discussioni plenarie e in piccoli gruppi per l’analisi e la valutazione critica, nonché attività di applicazione dei concetti a casi concreti. Lo stu‧dente che presenta il lavoro espone i contenuti in modo strutturato, racco‧glie e sintetizza le domande dei colleghi e facilita la discussione favorendo un confronto critico.
Modalità di valutazione: La valutazione complessiva è coerente con gli obiettivi del corso e verifica progressivamente i diversi livelli di appren‧dimento. L’esame scritto finale costituisce la parte principale della valuta‧zione e comprende domande a scelta multipla per la verifica della cono‧scenza e comprensione, insieme a domande aperte volte a valutare capacità di analisi, valutazione e argomentazione. La presentazione del lavoro scritto contribuisce alla valutazione in base alla chiarezza espositiva, alla capacità di sintesi, alla qualità dell’argomentazione e alla capacità di facili‧tare la discussione. La partecipazione attiva è considerata nella valutazione complessiva sulla base del contributo alle discussioni e dell’impegno nello studio dei materiali.
Hood, R. W., Hill, P. C., & Spilka, B. (2009). The psy‧chology of religion: An empirical approach . Guilford Press; Nelson, J. M. (2009). Psychology, religion, and spirituality . Springer; Paloutzian, R. F., & Park, C. L. (2013). Handbook of the psychology of religion and spirituality (2nd ed.). Guilford Press; Ricoeur, P. (2015). Soi-même comme un autre . Éditions du Seuil (Opera originale pubblicata nel 1990); Rulla, L. M. (A cura di). (1998). Antropologia della vocazione cristiana. Aspetti interperso‧nali (Vol. 3). EDB.
Ore 200 ECTS 8