SA039  RELAZIONI DEL PATRIARCATO DI COSTANTINOPOLI CON LE CHIESE SLAVE BALCANICHE IN EPOCA BALCANICA (A.Y. 2026/2027)

[Contenuto] La conquista ottomana trasformò radicalmente l'as‧setto ecclesiastico dell'Oriente cristiano. Il Patriarcato di Costanti‧nopoli, pur perdendo il sostegno dell'impero bizantino, acquisì un nuovo ruolo come ethnarca della Rum milleti (nazione ortodossa) nell'impero ottomano, divenendo l'autorità religiosa e civile su tutti i cristiani ortodossi dei territori conquistati. Questo statuto privile‧giato modificò profondamente le relazioni tra Costantinopoli e le Chiese slave balcaniche. Il corso esamina la politica del Patriarcato ecumenico verso le arcidiocesi autocefale di Ocrida (Bulgaria-Ma‧cedonia) e Pe ć (Serbia) tra il XVI e il XVIII secolo. L'arcidiocesi di Ocrida, autocefala dal 1018, mantenne inizialmente il proprio statuto sotto gli ottomani, ma il Patriarcato di Costantinopoli inten‧sificò gli interventi nei suoi affari interni: controversie elettorali, gi‧urisdizioni contestate, imposizione di tributi fiscali. Si analizza la discrepanza tra il titolo ufficialmente riconosciuto agli arcivescovi di Ocrida e quello effettivamente utilizzato, riflesso delle tensioni giurisdizionali. La soppressione dell'autocefalia di Ocrida (1767) rappresentò il culmine della centralizzazione patriarcale. Simil‧mente, l'arcidiocesi di Pe ć , visse sotto controllo ottomano un'alter‧nanza tra riconoscimento formale dell'autocefalia e interventi costantinopolitani sempre più invasivi nelle elezioni episcopali, nelle questioni amministrative e finanziarie. Anche Pe ć perse l'au‧tocefalia nel 1766. Il corso si basa sull'analisi di documenti patriar‧cali, mostrando come il Patriarcato utilizzasse l'autorità ottomana per estendere la propria giurisdizione, mentre le Chiese locali re‧sistessero invocando privilegi antichi e identità nazionali emergenti.

[Scopo] Il corso intende: (1) comprendere la trasformazione del ruolo del Patriarcato di Costantinopoli nell'impero ottomano, da is‧tituzione imperiale bizantina a autorità etno-religiosa della millet ortodossa; (2) analizzare criticamente le relazioni tra primato patri‧arcale e autocefalie locali attraverso documenti ecclesiastici; (3) esaminare i meccanismi giuridici, amministrativi e finanziari attrav‧erso cui Costantinopoli esercitava controllo sulle Chiese balcaniche; (4) comprendere le tensioni tra universalismo ecclesiastico e par‧ticolarismi nazionali emergenti nei Balcani; (5) valutare le con‧seguenze ecclesiologiche delle soppressioni delle autocefalie di Ocrida e Pe ć , che alimentarono controversie canoniche perduranti fino al XX secolo. La questione delle autocefalie balcaniche non è solo storia medievale ma chiave per comprendere i conflitti giuris‧dizionali contemporanei nell'ortodossia.

Information

  • Semester: 2° Semestre
  • ECTS: 3

Teachers

Konstantinos VETOCHNIKOV
Konstantinos VETOCHNIKOV

Lesson schedule/Room

Semester Day From To Room Floor Building Notes
2° Semestre Venerdì 8.30 9.15 TBD 0
2° Semestre Venerdì 9.30 10.15 TBD 0

Bibliography

  • S. R UNCIMAN , The Great Church in Captivity: A Study of the Patriarchate of Constantinople from the Eve of the Tur‧kish Conquest to the Greek War of Independence, Cambridge 1968; M AXIMOS , Metropolitan of Sardes, The Ecumenical Patriarchate in the Orthodox Church: a study in the History and Canons of the Church, Thessaloniki 1989; K. V ETOCHNIKOV , “The Patriarchate of Constantinople. Relations with the Archbishoprics of Ohrid and Pe ć in the Ottoman Period (16th-18th Cent.)”, in Autocephaly: Coming of Age in Communion. Historical, Canonical, Liturgical, and Theo‧logical Studies, vol. I, Rome 2023, 81-122.