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Obiettivi: 1) riscoprire un tema fondamentale della Tradizione cri‧stiana e le ragioni per le quali esso è divenuto un capitolo fondamentale del Trattato sulla Grazia; 2) analizzare il rapporto tra esperienza umana dell’a‧micizia e l’amicizia con Dio come grazia attraverso una vasta letteratura di autori pagani e cristiani;3) comprendere la portata dogmatica del tema.
Risultati di apprendimento: Lo studente sarà in grado di compren‧dere: a) la specificità della relazione che Cristo introduce tra Dio e l’essere umano, chiamando i discepoli amici e non più servi ; b) di spiegare la rile‧vanza della grazia dell’amicizia con Dio nella Dogmatica cattolica; c) di giustificare l’unicità della Rivelazione cristiana rispetto ai modelli relazionali di altre tradizioni religiose.
Contenuti: L’amicizia non è solo un tema caro alla letteratura profana, ma anche a quella cristiana: è infatti trattato fin dalle Scritture (AT e NT). Nel Vangelo di Giovanni (Gv15,13-15), tuttavia, Cristo definisce i discepoli come amici , non più servi : è un modello radicalmente nuovo di relazione, in contrasto con il pensiero pagano che nega la possibilità di un’amicizia tra Dio e gli uomini. Il concetto pagano di phylia si intreccia perciò con quello cristiano di agàpe . A partire dai Padri, attraverso la Teologia Medioevale e Rinascimentale fino ad epoche più recenti si sviluppa così un’articolata ri‧flessione su questa grazia e lo spessore ontologico e personale della rela‧zione: tale lettura implica il tema dell’amicizia interumana e le sue esperienze anche sofferte (la perdita di un amico) come pure il confronto col pensiero pagano (Platone, Aristotele, Cicerone, Seneca ecc.). Benché il Magistero abbia riconosciuto il valore della dottrina, essa è oggi quasi dimenticata.
Metodologia: Lezioni frontali
Modalità di valutazione: Esame orale
Sarà data di lezione in lezione.