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Obiettivi: Il seminario intende ricostruire l’evoluzione delle vesti ecclesiastiche tra XVI e XX secolo come segni di appartenenza, disciplina e visibilità pubblica, includendo sia gli ordini e le congregazioni sia i chierici del clero secolare. Mira a mettere in relazione norme, pratiche e cultura visuale per comprendere come tipologie e codici vestimentari definiscano ruoli, gerarchie, modelli di decoro e strategie di riconoscibilità in contesti storici mutevoli (riforme, Stati, secolarizzazione, rinnovamenti interni).
Risultati di apprendimento: Al termine del seminario lo studente sarà in grado di delineare le principali trasformazioni delle vesti ecclesiastiche tra XVI e XX secolo; distinguere con precisione tra abito religioso e abito ecclesiastico del clero secolare, descrivendone funzioni e contesti d’uso; leggere e commentare fonti normative e descrittive (regole/costituzioni, testi disciplinari, repertori) individuando finalità e implicazioni sociali; utilizzare repertori illustrati e immagini come fonti storiche, valutandone funzione e pubblico; elaborare un breve studio di caso (ordine/congregazione oppure categoria del clero secolare) integrando almeno una fonte normativa e una fonte visuale.
Contenuti: Il percorso si concentra sul periodo XVI–XX secolo, a partire dalla Riforma cattolica e dalla definizione post-tridentina di disciplina, decoro e controllo della visibilità ecclesiastica. Si analizzano poi la formalizzazione barocca e la sistemazione descrittiva/illustrata delle differenze di grado e appartenenza (con particolare attenzione ai repertori di Bonanni e al trattato di Giorgi), utili per leggere insieme gerarchia, clero secolare e ordini religiosi. Una sezione successiva affronta XVIII e XIX secolo: soppressioni e restaurazioni, rapporti con gli Stati, nuove congregazioni attive, processi di “romanizzazione” e ridefinizioni dell’abito come segno pubblico. L’ultima parte segue il XX secolo fino al rinnovamento conciliare e alla normativa contemporanea, mettendo a tema le tensioni tra uniformità e adattamento, tra identità istituzionale e mutamento dei contesti sociali.
Metodologia: Lezioni brevi di inquadramento e lavoro seminariale su fonti. Lettura guidata di testi normativi e descrittivi; analisi di tavole e repertori come documenti storici; esercizi di scheda-fonte (descrizione dell’elemento, funzione, contesto, destinatari, lessico). Ogni studente prepara un dossier di caso (1 fonte normativa + 1 repertorio/immagine + breve ricostruzione storica) da discutere in classe.
Fonti principali: F. Bonanni , La gerarchia ecclesiastica considerata nelle vesti sagre, e civili… , 1720; D. Giorgi , Gli abiti sacri del Sommo Pontefice paonazzi, e neri… Roma, 1724; F. Bonanni , Catalogo degli ordini religiosi della chiesa militante… Roma, 1706; Concilio Vaticano II. Perfectae caritatis (28 ottobre 1965), n. 17. Codice di Diritto Canonico (1983), can. 284 e can. 669. Bibliografia di supporto: E. Kuhns , The Habit: A History of the Clothing of Catholic Nuns . New York, 2003; L.B. Arthur , ed. Religion, Dress and the Body . Oxford/New York, 2010; I. Brian, S. Simiz , (dir) Les habits de la foi: vêtements, costumes et religions du Moyen Âge à nos jours; L. Trichet , Le costume du clergé: ses origines et son évolution en France d'après les règlements de l'Eglise, Paris, 1986; E. Esposito , I paradossi della moda. Originalità e transitorietà nella società moderna, 2004; G. Matteucci, S. Marino, Philosophical Perspectives on Fashion, Londo-New York, 2016.